A partire dal VI secolo Otranto cominciò a crescere di importanza e diventare il principale ponte con l'Oriente, sostituendosi a Brindisi che invece perdeva la sua centralità rispetto al periodo romano. Il Salento fu particolarmente colpito durante la guerra greco-gotica (535 - 553), voluta dall'Imperatore d'Oriente Giustiniano per riconquistare le terre occidentali un tempo appartenute a Roma, nel Salento e in Sicilia si affermò la dominazione bizantina. Il Salento conobbe una difficile ripresa economica nel dopo-guerra, che prese di mira soprattutto i maggiori centri urbani, mentre i Bizantini con la loro lingua, costumi e religione avvicinarono questi territori alla cultura greco-orientale. Intanto i Longobardi, sebbene ad oggi non si conoscono i modi e i tempi, conquistarono la Puglia e il Bruttium settentrionali con incursioni anche più a sud [7]. Nella prima metà del VII secolo i Longobardi erano giunti poco più a sud dell'Ofanto, l'ulteriore avanzata fino alla soglia messapica si ebbe successivamente con Romualdo I. La penisola salentina divenne, quindi, una terra di confine fra Longobardi e Bizantini. Questi ultimi, intorno al VII secolo, fondarono il Ducato di Calabria, aggregando la regione del Bruzio (l'attuale Calabria) alle terre che già possedevano nel Salento. Fu in questa occasione che il nome Calabria finì per designare l'odierna regione calabrese, mentre il Salento venne progressivamente conquistato dai Longobardi che finirono per prendere anche la capitale del ducato, Otranto. Nel 757, nel periodo in cui Longobardi e Bizantini stipularono la pace e si spartirono il territorio, la città idruntina venne restituita all'Impero insieme alla parte meridionale del Salento, ma ormai la trasmigrazione del nome Calabria era compiuta. Lungo il confine pattuito i Bizantini eressero un muraglione, tramandatoci con il nome di Limitone (o Paretone) dei greci [8], a salvaguardia di quello che ormai veniva designato semplicemente come territorio di Otranto. I Bizantini favorirono l'immigrazione dei Greci, in particolare nel sud del Salento, per ripopolare una zona considerata strategica. Le tracce di quell'antica migrazione sopravvivono tutt'oggi nell'isola linguistica della Grecìa salentina, dove si parla una lingua direttamente imparentata al greco. Langobardia Minor.
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