Tutto il Salento è ricco di oasi e riserve naturali. Luoghi ancora incontaminati e di elevata bellezza sono presenti sulla costa orientale: Torre Canne con le sue dune di ginepro, Torre Guaceto e Punta della Contessa con le loro zone umide, Santa Teresa ed i boschi di sughera e Cerano con il suo lecceto dove è presente la quercia Virgiliana e la quercia di Dalechamp . Inoltre, si possono trovare affascinanti corsi d'acqua (es. Idume, Giammatteo, Idro), paludi e stagni (es. Cesine, Alimini, Ugento). Da segnalare il bosco di Tricase dove si può ammirare la quercia Vallonea, in via di estinzione, e le foreste di Lecce e Gallipoli.
Torre Guaceto
La zona umida di Torre Guaceto costituisce una ricchezza davvero inestimabile per il Salento. E' una riserva marina, il cui nome deriva dalla torre di avvistamento presente nella zona, dove si ritrovano diversi ecosistemi con singolari esempi di fauna e flora. Torre Guaceto di estende per ben 200 ettari , dove troviamo macchia mediterranea, dune e paludi abitate da più specie acquatiche: tuffetti, gallinelle d'acqua, tarabusini, porciglioni, canareccioni, cannaiole e farapaglie castagnolo.
Cesine
Le Cesine una delle più importanti " zone umide di valore internazionale " (così dichiarata dalla Commissione di Ramsar) dove possono essere ammirate le meraviglie della flora e della fauna mediterranea. Si trova nel comune di Vernole (Lecce), lungo il litorale adriatico, attraversata dalla S.S. 16 fra S. Cataldo e S. Foca. Sulla strada seguire le indicazioni per l'Oasi WWF. Ha un'estensione di 620 ettari di cui 350 gestiti direttamente dal WWF. Ultimo tratto superstite delle vaste paludi che si estendevano fra Brindisi e Otranto. Vi sono due stagni retrodunali, "Salàpi" e "Pantano grande", alimentati dalla pioggia e che non superano i due metri di profondità; sono separati dal mare da un cordone di dune sabbiose alle volte scavalcate dalle mareggiate: la salinità è dunque variabile e diminuisce verso l'interno. L'abbandono delle aree bonificate ha favorito la crescita della macchia mediterranea e del querceto sempreverde. I boschi sono formati essenzialmente dalla quercia spinosa (Quercus coccifera) e da pinete a pino d'Aleppo. Il litorale intatto annovera numerose piante dunali mentre fra la macchia mediterranea, oltre alle specie già citate, vivono anche alcune piante spontanee di origine balcanica, come le orchidee Ophrys candica e Ophrys heldreichii. Inoltre è importante la presenza della rara Ipomea sagittata. Trovandosi su una delle principali rotte di migrazione del Mediterraneo, l'Oasi è frequentata da moltissime specie di uccelli tra cui mignattai, spatole, cavalieri d'Italia, aironi bianchi maggiori, falchi pescatori e anche specie più rare come la cicogna nera. Durante l'inverno gli stagni sono affollati di moriglioni, codoni, volpoche, folaghe. Nell'Oasi vive anche il colubro leopardino (Elaphe situla), un serpente tipico delle estreme regioni meridionali della penisola e del Mediterraneo orientale.
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